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	<title>Autofficine Carrozzerie &#187; Normativa</title>
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		<title>NEWS &#124; Certificazione EGEA per le stazioni di ricarica A/C</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 22:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esiste una organizzazione a livello europeo chiamata EGEA (European Garage Equipment Association), che raggruppa i produttori e gli importatori di attrezzature per la riparazione dei veicoli, di cui fa parte...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste una organizzazione a livello europeo chiamata <strong>EGEA</strong> (European Garage Equipment Association), che raggruppa i produttori e gli importatori di attrezzature per la riparazione dei veicoli, di cui fa parte anche l’italiana Aica.<br />
<a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/07/Egea.jpg"><img class="alignleft wp-image-714 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/07/Egea.jpg" alt="Egea" width="188" height="188" /></a>All’interno di questa associazione operano in sinergia diversi gruppo di lavoro, tra i quali uno è dedicato alle soluzioni per i sistemi A/C e attualmente il suo presidente è <strong>Alessandro Carluccio</strong> di Bosch Automotive Service Solutions.<br />
Proprio Carluccio ci ha illustrato con grande soddisfazione l’ultimo traguardo raggiunto dal gruppo di lavoro A/C: la definizione di uno standard univoco e condiviso fra i produttori di attrezzature per la ricarica dei sistemi A/C con il gas refrigerante HFO-1234yf.<br />
A questo progetto hanno partecipato e collaborato i principali produttori di stazioni di ricarica a livello europeo e il risultato è la possibilità, per chiunque, di <strong>certificare il proprio macchinario ottenendo così l’etichetta EGEA</strong>.<br />
La grande novità di questa iniziativa è il fatto che è condivisa e riconosciuta a livello europeo (finora solo la tedesca VDA &#8211; l’associazione dell’industria automobilistica della Germania, aveva delineato degli standard) e <strong>permette alle officine di avere una garanzia in più sui prodotti che acquista per il servizio A/C</strong>.<br />
Lo standard definito tiene conto di tutte le normative sulla sicurezza nel trattamento dei gas, ma fissa dei criteri anche legati alle cosiddette best practice per l’officina: la sicurezza, l’affidabilità, l’ergonomia, e la funzionalità della stazione di ricarica e del suo utilizzo.<br />
Un’altra importante novità è il fatto che <strong>qualunque produttore di attrezzature può chiedere la certificazione del macchinario.</strong> Infatti, è sufficiente che faccia testare da un ente terzo indipendente la sua unità A/C e una volta dimostrato che risponde ai requisiti EGEA può fare domanda e ottenere la certificazione e l’etichetta da apporre sulla stazione di ricarica.<br />
Questa iniziativa, frutto di un lavoro sinergico fra i produttori durato circa quattro anni, ha riscosso talmente tanto successo che altri gruppo di lavoro all’interno di EGEA stanno pensando di avviare questa stessa attività di definizione di standard comuni e certificazione di prodotti.</p>
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		<title>NEWS &#124; Omologazioni: il nuovo quadro normativo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 22:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A fronte della proposta di regolamento presentata dalla Commissione Europea a gennaio dello scorso anno per l’omologazione dei veicoli e dei loro componenti, FIGIEFA (l’associazione europea che rappresenta distributori e...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A fronte della proposta di regolamento presentata dalla Commissione Europea a gennaio dello scorso anno per l’omologazione dei veicoli e dei loro componenti, <a href="https://www.figiefa.eu/" target="_blank">FIGIEFA</a> (l’associazione europea che rappresenta distributori e ricambisti dell’IAM), insieme alla rappresentante italiana <a href="http://www.adira.it/" target="_blank">ADIRA</a>, ha segnalato alle istituzioni la criticità di alcuni passaggi della normativa.<br />
<strong>Vediamo di cosa si tratta.</strong><br />
<a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/07/Marchio-Adira.jpg"><img class="alignleft wp-image-711 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/07/Marchio-Adira.jpg" alt="Marchio Adira" width="250" height="118" /></a>Innanzitutto facciamo un passo indietro per capire meglio quali sono le premesse.<br />
Il quadro giuridico in Europa per l’omologazione dei veicoli a motore destinati al trasporto di passeggeri (cat. M) e di merci (cat. N) e i loro sistemi e componenti è rappresentato dalla<strong> Direttiva 2007/46/CE</strong>.<br />
Dopo una serie di studi e valutazioni di verifica relativi all’idoneità ed efficacia della Direttiva, effettuati da parte della Commissione fra il 2010 e il 2013, con un documento di lavoro nel novembre del 2013, veniva evidenziata la priorità di una revisione della suddetta Direttiva.<br />
Sulla scia del caso <strong>“Dieselgate in USA”</strong> nell’ottobre 2015, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione sulle <strong>emissioni nel settore automobilistico</strong>, invitando la Commissione a rafforzare il regime di omologazione e aumentare il controllo della UE per quanto riguarda la vigilanza del mercato.<br />
Nel gennaio del 2016 la Commissione ha presentato la proposta di Regolamento per un nuovo “Quadro normativo relativo alla omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli” ed è quindi iniziato l’iter di analisi e discussione fra le istituzioni europee e tutte le associazioni rappresentative delle categorie interessate al problema.<br />
FIGIEFA e le associazioni nazionali, ADIRA fra queste, in rappresentanza del settore IAM, dopo attenta valutazione della proposta della Commissione, hanno identificato alcune a<strong>ree critiche per gli operatori dell’aftermarket</strong>, peraltro già identificate dalla società RICARDO-AEA nell’indagine condotta per conto della Commissione stessa. A fronte di questa analisi, <strong>l’associazione ha presentato delle proposte concrete di modifica su molteplici argomenti</strong>, fra i quali segnaliamo:<br />
1. Miglioramento della definizione e della disponibilità delle informazioni tecniche per la riparazione e manutenzione dei veicoli;<br />
2. Mantenimento del connettore standardizzato OBD per tutte le categorie di veicoli (ibridi ed elettrici inclusi);<br />
3. Aggiornamenti più veloci compatibili con gli standard attuali e che includano i più recenti protocolli che stanno per essere usati per diagnostica e riprogrammazione;<br />
4. Accesso alle informazioni di identificazione inequivocabile delle parti di ricambio;<br />
5. La reale ed inequivocabile identificazione del veicolo come base per le RMI;<br />
6. Introduzione nel nuovo Regolamento della flessibilità necessaria in modo che la Commissione abbia il potere di adattare la legislazione al progresso tecnologico (Telematica).<br />
Il testo della proposta, dopo i vari passaggi nelle Commissione preposte, è ora all’esame del Consiglio e del Parlamento Europeo per la votazione definitiva, che si prevede per la fine del corrente anno.<br />
Nel frattempo, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa importante questione, FIGIEFA ha deciso di lanciare una campagna di informazione su tutti i paesi europei.</p>
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		<title>NORMATIVE &#124; Da meccanico a &#8220;tecnico meccatronico&#8221;: i percorsi formativi obbligatori (entro gennaio 2018)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 22:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora un anno e poi non sentiremo più parlare di meccanici ed elettrauto, ma di meccatronici. Quello che sembra un semplice cambio di nome, in verità nasconde un percorso formativo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h4 class="article-summary" style="font-weight: normal; font-style: italic; color: #333333;"><strong><em>Ancora un anno e poi non sentiremo più parlare di meccanici ed elettrauto, ma di meccatronici. Quello che sembra un semplice cambio di nome, in verità nasconde un percorso formativo obbligatorio, più o meno lungo, a cui bisogna adeguarsi entro l’inizio del 2018.</em></strong></h4>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal; color: #333333;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2016/12/Meccatronico.jpg"><img class="alignleft wp-image-630 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2016/12/Meccatronico.jpg" alt="meccatronico" width="250" height="188" /></a>Nell’attività di autoriparazione c’è una data che fa un po’ da spartiacque, stabilendo un prima e un dopo, perché – quantomeno formalmente – definisce il nome di chi deve operare in officina. Questa data è il 5 gennaio 2013, giorno in cui è entrata in vigore la</span><strong style="color: #333333;">legge 224/2012 “Modifica alla disciplina dell’attività di autoriparazione”</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Prima di questa normativa, la precedente </span><strong style="color: #333333;">legge 122/1992</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, tra le altre cose, distingueva (nell’articolo 1 comma 3) l’attività di autoriparazione in meccanica e motoristica; carrozzeria; elettrauto e gommista.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Cosa cambia? Due delle quattro attività sono state accorpate in un’unica attività e così </span><strong style="color: #333333;">le professioni di meccanico ed elettrauto si sommano e completano nella figura del meccatronico</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">. Infatti, la crescente integrazione tra le due mansioni, imposte dalle innovazioni tecnologiche applicate all’auto, ha di fatto reso sempre più flebile la differenza tra le due attività, anche a livello legislativo.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/legge_11_dicembre_2012_n_224.pdf">&gt;&gt; Per saperne di più sulla legge 224/2012 - </a><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Modifica all&#8217;articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122, concernente la disciplina dell&#8217;attività di autoriparazione.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/legge122_1992.pdf">&gt;&gt; Per saperne di più sulla legge 122/1992 - </a><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell&#8217;attività di autoriparazione.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">La normativa 224/2012, inoltre,</span><strong style="color: #333333;"> definisce i requisiti tecnico-professionali</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> necessari e indispensabili – pena la chiusura dell’attività – per lo svolgimento della professione, nonché le </span><strong style="color: #333333;">disposizioni transitorie</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> per la “salvaguardia delle imprese e delle professionalità tecniche operanti nel settore”. In particolare, il legislatore ha fissato in </span><strong style="color: #333333;">5 anni il termine massimo per l’adeguamento alle nuove normative</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, termine che scadrà il </span><strong style="color: #333333;">5 gennaio 2018</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Cosa bisogno fare entro tale data? In estrema sintesi, ottenere la qualifica di meccatronico.</span></p>
<h3 style="font-weight: bold; color: #333300;">I tre casi previsti dalla normativa</h3>
<p><span style="font-weight: normal; color: #333333;">L’articolo 3 ha previsto uno speciale regime transitorio della durata di 5 anni, scaduto il quale i soggetti coinvolti devono adempiere agli obblighi di legge.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><strong style="color: #333333;">Caso 1.</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> Le imprese che, alla data di entrata in vigore della legge 224/2012, sono</span><strong style="color: #333333;"> </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">già iscritte nel registro delle imprese (o nell’albo delle imprese artigiane) e sono </span><strong style="color: #333333;">abilitate a entrambe le attività di meccanica ed elettrauto</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, sono abilitate di diritto allo svolgimento della nuova attività di meccatronica.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><strong style="color: #333333;">Caso 2</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">. Le imprese che, alla data di entrata in vigore della legge 224/2012, sono iscritte nel registro delle imprese (o nell’albo delle imprese artigiane) e sono </span><strong style="color: #333333;">abilitate a una delle due professioni (meccanica o elettrauto) </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">possono proseguire le rispettive attività fino al gennaio 2018, ma entro tale data “le persone preposte alla gestione tecnica delle predette imprese </span><strong style="color: #333333;">devono frequentare con esito positivo un corso professionale limitatamente alle discipline relative all’abilitazione professionale non posseduta</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">”.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><strong style="color: #333333;">Caso 3.</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> Sono esonerati dal seguire un percorso formativo “le persone preposte alla gestione tecnica (anche se titolare dell’impresa) che alla data di entrata in vigore della legge 224/2012 (al 05/01/2013),</span><strong style="color: #333333;"> abbiano già compiuto i 55 anni di età</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">” e questo visto la vicinanza la periodo di conseguimento della pensione di vecchiaia.</span></p>
<h3 style="font-weight: bold; color: #333300;">Quale percorso formativo?</h3>
<p><span style="font-weight: normal; color: #333333;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2014/06/Cinghia-distribuzione-auto.jpg"><img class="size-medium wp-image-335 alignleft" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2014/06/Cinghia-distribuzione-auto-300x225.jpg" alt="Cinghia distribuzione auto" width="300" height="225" /></a>Ai sensi dell’art. 2 della legge 224/2012, l</span><strong style="color: #333333;">’Accordo Stato-Regioni del 12 giugno 2014</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> definisce lo </span><strong style="color: #333333;">standard professionale e formativo del tecnico meccatronico.</strong><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">La normativa, infatti, stabilisce che “la formazione del responsabile tecnico di attività di meccatronica è di competenza delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, che provvedono alla definizione degli standard per la formazione, nonché alla programmazione e all’organizzazione dei corsi”.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><strong style="color: #333333;">- Per chi non ha nessuna formazione specifica</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, la durata minima del percorso standard è di </span><strong style="color: #333333;">500 ore</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, con una quota di tirocinio intorno al 20-30% del monte ore.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">- I responsabili tecnici delle imprese che sono solo in possesso di </span><strong style="color: #333333;">una delle due qualifiche (meccanico o elettrauto)</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> – vedi il caso 2 del paragrafo precedente – devono frequentare i </span><strong style="color: #333333;">percorsi formativi “limitatamente alle competenze relative all’abilitazione professionale non posseduta</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">”. La durata minima del corso di formazione è </span><strong style="color: #333333;">ridotta a 40 ore</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">- Chi è in possesso di </span><strong style="color: #333333;">coerente titolo di una qualifica professionale</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> (conseguita dopo un percorso triennale così come previsto dal sistema di Istruzione e Formazione Professionale), per ottenere la qualifica di tecnico meccatronico deve frequentare un </span><strong style="color: #333333;">percorso integrativo della durata minima di 100 ore</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, limitatamente alle competenze non possedute.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">- Sono invece ridotte a 50 le ore necessarie per ottenere la medesima qualifica, per chi è in possesso di un</span><strong style="color: #333333;">coerente titolo di diploma professionale regionale di tecnico</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, conseguito dopo un percorso quadriennale così come previsto dal sistema di Istruzione e Formazione Professionale.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><strong style="color: #333333;">Non deve frequentare nessun corso </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">perché ha già la qualifica di “tecnico meccatronico delle autoriparazioni”:</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">- chi ha conseguito un attestato di qualifica professionale triennale del sistema IeFP di “Operatore alla riparazione di veicoli a motore” indirizzo “Riparazione parti e sistemi meccanici ed elettromeccanici dei veicoli a motore”</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">- chi è in possesso di un diploma tecnico professionale quadriennale di “Tecnico riparatore dei veicoli a motore”.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> </span></p>
<h3 style="font-weight: bold; color: #333300;">Esame finale e certificazione</h3>
<p><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Saranno le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano a definire le composizioni delle commissioni di esame e delle prove di esame, nel rispetto della propria regolamentazione e della normativa vigente.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Per essere ammessi all’esame occorre aver frequentato almeno l’80% delle ore complessive del percorso formativo.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Al superamento dell’esame finale verrà rilasciato un attestato di qualificazione professionale per Tecnico meccatronico delle autoriparazioni.</span></p>
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