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	<title>Autofficine Carrozzerie &#187; Auto</title>
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		<title>NEWS &#124; Auto in Italia, più di un terzo del circolante ha oltre 13 anni di età</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 21:46:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 35% delle autovetture che circolano in Italia ha più di 13 anni di età: è questa la fotografia che è stata scattata da uno studio realizzato dall’Osservatorio Autopromotec su...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: 400; color: #333333;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2019/10/Traffico-stradale.jpg"><img class="alignleft wp-image-865 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2019/10/Traffico-stradale.jpg" alt="Traffico stradale" width="250" height="188" /></a>Il </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">35%</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> delle autovetture che circolano in Italia ha </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">più di 13 anni di età</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">: è questa la fotografia che è stata scattata da uno studio realizzato dall’</span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">Osservatorio Autopromotec </strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">su dati </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">ACI</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> In Italia, infatti, a fine 2018 circolavano ancora 13,7 milioni di autovetture (e cioè il 35,3% sul totale del parco circolante) di categoria inferiore o uguale a Euro 3.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Si tratta di auto immatricolate prima del 2006 e quindi non dotate dei più recenti dispositivi di abbattimento delle emissioni inquinanti e nocive. Il dato ripropone in tutta la sua importanza l’</span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">emergenza dell’inquinamento</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> che, come accade ogni anno con l’arrivo della brutta stagione, sale alla ribalta delle cronache nazionali con i provvedimenti di limitazione della circolazione automobilistica nei principali centri ed aree urbane del nostro Paese.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">                                  </span><img style="font-weight: 400; color: #333333;" src="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/2019_18categoriaeuro.jpg" alt="" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> I dati riportati nella tabella elaborata dall’Osservatorio Autopromotec evidenziano anche come</span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;"> è cambiata la composizione del parco circolante dal 2015 al 2018</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> per categoria di emissione. La quota delle vetture fino alla categoria Euro 3 compresa è diminuita passando dal 44,8% del 2015 al 35,3% del 2018 (-9,5 punti percentuali) ed è un dato di non poco conto.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Tenendo in considerazione che esiste un’importante quota di utenti che non può cambiare il veicolo, non per scelta ma per necessità economiche, resta essenziale agli effetti dell’inquinamento lo stato di manutenzione del mezzo.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Una inefficace manutenzione infatti, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, oltre a procurare problemi di sicurezza agli occupanti del veicolo e agli altri utenti della strada, fa aumentare i consumi e quindi le emissioni inquinanti. Oltre ad accelerare la sostituzione del nostro parco circolante fortemente invecchiato durante la crisi che ci stiamo faticosamente lasciando alle spalle, è dunque di fondamentale importanza mantenere in buone condizioni di efficienza le auto circolanti ed in particolare le auto più anziane.</span></p>
<p><em>Fonte: Notiziario Motoristico</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NEWS &#124; Le auto elettriche dovranno diventare &#8220;rumorose&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Mar 2019 14:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obbligo di rumore per auto elettriche: questa l’ultima novità per il 2019! In nome della sicurezza per i pedoni, infatti, scatta la necessità di dotare questi veicoli sostenibili di segnalatori...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;"><em style="font-weight: inherit; font-style: italic;"><strong style="font-weight: bold; font-style: inherit; color: #141414;">Obbligo di rumore per auto elettriche</strong>: questa l’ultima novità per il 2019! In nome della sicurezza per i pedoni, infatti, scatta la necessità di dotare questi veicoli sostenibili di segnalatori acustici. La normativa è Europea. Spieghiamo tutto qui sotto.</em></p>
<h3 style="font-weight: 900; color: #141414;">Obbligo di rumore auto elettriche per la sicurezza in città</h3>
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">I <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit; color: #141414;">veicoli elettrici</strong> sono il futuro prossimo della mobilità, soprattutto quella cittadina. Il pregio della <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit; color: #141414;">sostenibilità</strong> ambientale di queste automobili, però, si scontra con un difetto. Infatti, proprio la <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit; color: #141414;">silenziosità delle vetture </strong>− caratteristica molto apprezzata per azzerare l’<strong style="font-weight: bold; font-style: inherit; color: #141414;">inquinamento acustico</strong> − viene considerata un problema.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">La sicurezza per pedoni e ciclisti sarebbe compromessa dall’assenza di suoni provenienti dalla macchina in viaggio.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">In questo modo è difficile per chi cammina a piedi o circola sulle due ruote individuare la vettura in arrivo. Di conseguenza, il passaggio di <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit; color: #141414;">pedoni e ciclisti</strong> è messo a rischio.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">Per ovviare a questo inconveniente legato alla sicurezza, la <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite</em> ha adottato una nuova normativa, la <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit; color: #141414;">UN 138</strong>.</p>
<blockquote style="font-weight: 400; color: #919191;">
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #4b4f50;"><em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">In base a questa legge, dal luglio 2019 le vetture elettriche dovranno obbligatoriamente dotarsi di un dispositivo di allerta acustica. Il suono è fondamentale quando si viaggia a meno di 20km/h, poiché a questa velocità il movimento degli pneumatici su strada non è udibile.</em></p>
</blockquote>
<h3 style="font-weight: 900; color: #141414;">Auto rumorose più sicure anche per non vedenti</h3>
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">La legge salvaguarda anche i pedoni non vedenti. Secondo una ricerca<em style="font-weight: inherit; font-style: italic;"> (fonte: Rnib)</em>, infatti:</p>
<ul style="font-weight: 400; color: #141414;">
<li>Il 93% di intervistati con problemi alla vista, ammette di avere problemi a riconoscere veicoli a elettricità dal rumore emesso.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">In più, le vetture elettriche hanno il 40% di probabilità di colpire i pedoni in strada.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">Dal 2019, quindi, auto elettriche e ibride dovranno dotarsi di un dispositivo di allerta acustico.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">
<p style="font-weight: 400; color: #4b4f50;">Fonte: riparando.it</p>
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		<title>NEWS &#124; Giro d&#8217;affari manutenzione auto: nel 2017 spesi quasi 31 miliardi di euro</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 14:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ammontano a 30,9 miliardi di euro le spese sostenute dagli italiani nel 2017 per la riparazione e manutenzione delle vetture (+4,8% sul 2016). Sono aumentate ancora le spese degli italiani...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="article-summary" style="font-weight: 400; font-style: italic; color: #333333;"><strong>Ammontano a 30,9 miliardi di euro le spese sostenute dagli italiani nel 2017 per la riparazione e manutenzione delle vetture (+4,8% sul 2016).</strong><br style="font-style: italic;" /></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> <a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2018/07/Autofficina-riparazione-sollevamento-auto.jpg"><img class="alignleft wp-image-815 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2018/07/Autofficina-riparazione-sollevamento-auto.jpg" alt="Autofficina riparazione sollevamento auto" width="250" height="188" /></a>Sono aumentate ancora le spese degli italiani per la manutenzione e riparazione della loro auto nel 2017: </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">30,9 miliardi di euro</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">. Una crescita del </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">4,8%</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> rispetto al 2016, quando la cifra ammontava a 25 miliardi di euro. A dirci questi dati è l’</span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">Osservatorio Autopromotec</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> che ha elaborato le stime tenendo conto di un modesto incremento del ricorso da parte degli italiani alle officine di autoriparazione (+2%), dell’aumento del parco circolante (+1,7%) e del fatto che i prezzi per la manutenzione e riparazione nel 2017 sono aumentati mediamente dell’1%.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Con il dato del 2017 la spesa per la manutenzione e le riparazioni di autovetture in Italia prosegue per il quarto anno consecutivo sulla strada della crescita dopo la contrazione avvenuta nel biennio 2012/2013. </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">Come mostra la tabella</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">, nella prima fase della crisi iniziata nel 2008 la spesa per l’assistenza automobilistica aveva continuato ad aumentare in quanto la contrazione delle immatricolazioni aveva causato un invecchiamento del parco circolante e, di conseguenza, un </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">aumento della domanda di autoriparazione</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><img style="font-weight: 400; color: #333333;" src="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/2018_09spesamanut2017italia.jpg" alt="" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Il quadro è però mutato quando a partire dalla seconda metà del 2011 si è interrotta la ripresa dell’economia e si è avviata la seconda fase della crisi che ha indotto gli italiani in maniera pesante a tagliare non solo gli acquisti di auto, ma anche il ricorso alle officine. Ciò ha causato la caduta per il settore dell’autoriparazione nel 2012 (-10,5%), caduta che ha avuto poi un piccolo seguito anche nel 2013 (-1,1%).</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Già nel 2014, tuttavia, la spesa è tornata a crescere (+1,9%) con un fatturato stimato in 27,1 miliardi, progressivamente salito poi fino ai 28,4 miliardi del 2015, ai 29,5 del 2016 e ai 30,9 del 2017. Al di là di questi aspetti, è da sottolineare che l’attività di manutenzione e riparazione delle autovetture è diventata sempre più importante.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> In un mercato sempre più strutturato e tecnologico, l’attività e gli interventi di riparazione che si svolgono quotidianamente in officina sono ormai in costante trasformazione.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Questa situazione comporta il costante aggiornamento degli autoriparatori che devono impegnarsi per poter continuare a garantire il miglior servizio possibile. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>NEWS &#124; Rapidoo acquisisce Easy Auto</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 22:14:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Importante notizia dal mondo dei Servizi Automotive. Rapidoo ha comunicato, attraverso una mailing list destinata a tutta la propria rete, di aver acquisito Easy Auto, azienda specializzata nel settore del...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2018/04/rapidoo-new.jpg"><img class="alignleft wp-image-793 size-medium" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2018/04/rapidoo-new-300x72.jpg" alt="rapidoo new" width="300" height="72" /></a>Importante notizia dal mondo dei Servizi Automotive. Rapidoo ha comunicato, attraverso una mailing list destinata a tutta la propria rete, di aver acquisito Easy Auto, azienda specializzata nel settore del Noleggio Auto.</p>
<p>Con questa importante acquisizione Rapidoo Srl, con in sede in Latina ma presente in ogni angolo del paese, è in grado di accrescere la richiesta del proprio autoriparatore fidelizzato, garantendo una miglior prestazione dei propri servizi al fine di raggiungere una maggior soddisfazione del driver.</p>
<p>Con l&#8217;acquisizione di Easy Auto, infatti, Rapidoo è in grado di soddisfare l&#8217;esigenza di un Auto Sostitutiva sino al vero e proprio Noleggio Auto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;APPROFONDIMENTO &#124; News: energie alternative, il punto</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Mar 2017 16:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[È di questi giorni la pubblicazione di uno studio ANFIA che riguarda tutti le alimentazioni alternative nei mercati UE/EFTA nel 2016, uno studio che elabora e commenta i dati diffusi trimestralmente da ACEA sui 25 paesi...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: normal; color: #333333;">È di questi giorni la pubblicazione di uno </span><strong style="color: #333333;">studio <a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="http://www.anfia.it/">ANFIA </a></strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">che riguarda tutti le </span><strong style="color: #333333;">alimentazioni alternative </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">nei </span><strong style="color: #333333;">mercati UE/EFTA nel 2016</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, uno studio che elabora e commenta i dati diffusi trimestralmente da ACEA sui 25 paesi europei (da notare però che nei dati ACEA l’UE non comprende Croazia, Cipro, Lussemburgo, Slovenia, Malta; mentre EFTA non comprende l’Islanda).</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">In generale, ciò che emerge con chiarezza è che l’auto elettrica e ibrida in Italia stenta ancora a decollare, contrariamente a quanto avviene negli altri paesi dell’Unione.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Nel 2016 il mercato europeo delle auto ad alimentazione alternativa registra un </span><strong style="color: #333333;">incremento del 6,7% </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">rispetto al 2015 con quasi 690.000 immatricolazioni.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Nell’area Ue la quota sul totale mercato è del 4,2%, mentre nell’area EFTA sale al 16,3%. Per l’Ue allargata all’EFTA la quota si attesta al 4,6% del mercato.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/03/Auto-elettrica-colonnina.jpg"><img class="size-medium wp-image-659 alignleft" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/03/Auto-elettrica-colonnina-300x200.jpg" alt="Auto elettrica colonnina" width="300" height="200" /></a>Da notare che nell’Ue allargata il mercato ad alimentazione alternativa ha registrato a</span><strong style="color: #333333;">ndamenti molto differenti per tipo di trazione</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">: cresce il peso delle auto elettriche ECV Electric Chargeable Vehicles (BEV, auto a batteria + PHEV veicoli ibridi ed elettrici plug-in + EREV veicoli ad automnomia estesa +FCEVi veicoli fuel cell) sul totale delle auto ad alimentazione alternativa, che passa in un anno dal 29,2% del 2015 al 30,1% 2016, con un incremento in termini di volumi del 9,7%.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Tra i Paesi europei, </span><strong style="color: #333333;">Norvegia e Italia </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">sono quelli che hanno il mercato ad alimentazione alternativa che pesa di più: in Norvegia il 40% di tutte le nuove auto vendute nel 2016 ha alimentazione alternativa (era il 30% del mercato un anno fa), in Italia il 10% del mercato (era il 13,4% nel 2015).</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">L’</span><strong style="color: #333333;">Italia contribuisce con il 27% di tutte le auto ecofriendly immatricolate in UE-EFTA nel 2016 </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">(era il 32,8% nel 2015). Il risultato dell’Italia, è dovuto soprattutto al mercato di auto nuove alimentate a gas (GPL e metano), che rappresentano il 78,5% del mercato italiano a trazione alternativa, contro una media europea del 25,7%, che scende al 6,2% se si esclude l’Italia.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Nella classifica dei paesi con auto elettriche, se la Norvegia è al primo posto, grazie alle politiche governative a sostegno di questa forma di mobilità, l’Italia si posiziona all’undicesimo posto con sole 2.827 immatricolazioni di veicoli elettriche (+20,7%) nel corso del 2016.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">In sintesi,</span><strong style="color: #333333;"> i primi 5 mercati a trazione alternativa dell’UE-EFTA</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, che rappresentano circa il 70% del mercato dell’auto ecofriendly, sono: Italia (27% del mercato UE/EFTA), UK (13%), Francia (12%), Germania (10%) e Norvegia (9%).</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Il </span><strong style="color: #333333;">focus sull’Italia </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">prende in considerazione i primi due mesi del 2017, con una prima previsione sull’andamento. In generale, grazie al rialzo delle immatricolazioni, crescono anche le alimentazioni alternative.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Lo studio ANFIA evidenzia come nel mese di febbraio le immatricolazioni delle auto a benzina siano aumentate del 5% circa, con il 33,5% del mercato, mentre, nel primo bimestre del 2017, l’aumento corrisponde a +8,5%; le auto diesel invece registrano un incremento del 6% e una quota del 56% nel mese e un aumento dei volumi del 7% nel cumulato.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Il mercato delle auto ibride registra un aumento mensile del 50% a febbraio e +45,7% nei primi due mesi e le auto a Gpl tornano a crescere, +24% nel mese e +27% nel cumulato. Quelle a metano, invece, continuano il trend negativo, perdendo il 45% del mercato a febbraio e il 40% nel primo bimestre.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Complessivamente le vendite di auto ad alimentazione alternativa crescono del 10,5% rispetto a febbraio 2016 e pesano per il 10,7% del mercato totale, erano il 10,3% un anno fa, mentre, nel cumulato, l’aumento è del 12,7% e la quota dell’11%.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;"> </span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Per tutti i dettagli si rimanda alle pubblicazioni ANFIA (per il </span><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/italia-focus_mercato_autovetture_2017_febbraio.pdf" target="_blank">Focus Italia clicca qui,  </a><span style="font-weight: normal; color: #333333;">per il mercato europa </span><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/ue-efta_focus_mercato_veicoli_ad_alimentazione_alternativa_-_anno2016.pdf" target="_blank">clicca qui</a><span style="font-weight: normal; color: #333333;">).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Anfia / Notiziario Motoristico</p>
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		<title>NEWS &#124; Arrivano le auto a idrogeno in officina? Via libera alla circolazione</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 22:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decisivo passo in avanti per le automobili a idrogeno in Italia: entro il 31 Marzo nel nostro paese potranno circolare liberamente. Entro questa data, inoltre, sarà innalzato il limite massimo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="article-summary"><strong><em>Decisivo passo in avanti per le automobili a idrogeno in Italia: entro il 31 Marzo nel nostro paese potranno circolare liberamente. Entro questa data, inoltre, sarà innalzato il limite massimo della pressione per il rifornimento che passerà dai 350 bar attuali ai 700 bar.</em></strong></p>
</blockquote>
<p>Cari autoriparatori, ormai è ufficiale: in un prossimo futuro, non troppo lontano, <strong>in officina potrebbero arrivare sempre di più veicoli alimentati a idrogeno e di conseguenza maggiori interventi di manutenzione</strong>. Ne avevamo già parlato a ottobre dell’anno scorso quando Honeywell lanciò il nuovo compressore elettrico a due stadi per veicoli a idrogeno (per leggere la notizia <a href="http://www.notiziariomotoristico.com/news/8339/honeywell-punta-sullauto-a-idrogeno">clicca qui</a>). I veicoli a celle combustibili, infatti, sono già una realtà e, visti i numeri che circolano, non sono da sottovalutare: <strong>27.000 veicoli a idrogeno in Italia entro il 2025, 8 milioni e mezzo nel 2050</strong>, affiancati da 23.000 autobus riforniti da 5.000 stazioni di approvigionamento.<br />
Sono questi gli obiettivi, pubblicati l’anno scorso dall’ANSA, del piano nazionale per la mobilità a idrogeno, preparato su incarico del governo del comitato MH2IT, che raccoglie i principali operatori del settore.</p>
<p><strong>Via libera all’idrogeno…</strong><br />
Si legge sempre sull’ANSA, inoltre, che <strong>entro il 31 marzo potranno circolare anche in Italia le auto a idrogeno</strong>. Per questa data dovrà essere innalzato il limite massimo della pressione di rifornimento, oggi a 350 bar, portandolo a 700 bar, valore necessario per le vetture moderne.<br />
A prevederlo è il decreto legislativo che ha <strong>inserito l’idrogeno fra i combustibili alternativi del piano strategico nazionale</strong>. Il decreto 257 del 16 dicembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, recepisce una direttiva europea sulle infrastrutture per i combustibili alternativi.<br />
<strong>La nuova norma impone anche all’Italia di una rete adeguata di stazioni di rifornimento entro il 2025.</strong> Al momento la normativa vigente, il decreto del Ministero dell’Interno n.213 del 31 agosto 2006, impedisce di fatto al libera circolazione delle vetture alimentate a idrogeno, in quanto prevede una pressione di rifornimento dei gas a 350 bar massimi, invece dei 700 necessari a una vettura moderna.<br />
Il governo già a settembre, e anche in risposta a numerose interrogazioni parlamentari, aveva manifestato la necessità di aggiornare questo decreto ministeriale. <strong>Oggi questa scadenza è stata fissata per la fine di marzo 2017.</strong></p>
<p><strong>Le case auto spingono sull’idrogeno</strong><br />
<a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/01/Auto-idrogeno.jpg"><img class="size-full wp-image-646 alignleft" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/01/Auto-idrogeno.jpg" alt="Auto idrogeno" width="250" height="134" /></a>Durante il World Economic Forum è stata annunciata la <strong>nascita dell&#8217;Hydrogen Council</strong>, un&#8217;alleanza strategica che vede impegnate 13 compagnie internazionali, in parte del settore energetico e petrolifero e in parte nomi dell&#8217;automotive.<br />
Così collaboreranno Air Liquide, Alstom, Anglo American, Engie, Shell, Linde Groupe e Total, con BMW, Hyundai, Daimler, Honda, Kawasaki e Toyota. <strong>Lo scopo del consorzio sarà di promuovere ogni azione utile allo sviluppo della tecnologia di propulsione a idrogeno e fuel cell.</strong><br />
Per le case costruttrici è difficile dire quale siano i motivi a portare verso questa decisione. Alcuni, come Toyota e Hyundai, hanno da anni progetti a lungo termine per l&#8217;idrogeno, anche se ultimamente sembrava scemato l&#8217;interesse, con gli sforzi indirizzati più verso la mobilità elettrica. Per altri invece, come BMW e Daimler, potrebbe trattarsi di un tentativo per restare vigili su tutti i fronti, per essere pronti non appena il mercato avrà decretato la tecnologia vincente (<em>fonte: www.dday.it</em>).</p>
<p><strong>Le immatricolazioni suddivise per alimentazione nel 2016</strong><br />
Secondo l&#8217;alimentazione nel 2016 le auto ad alimentazione alternativa diminuiscono del 12,1% (10% di quota). Le vetture a gas, dopo il calo tendenziale del 6,5% registrato nel 2015, nell’anno appena concluso perdono ancora il 21% del mercato e 3,6 punti di quota. Le vetture a gas sono il 78% di tutte le autovetture ad alimentazione alternativa immatricolate in Italia nel 2016. Le vetture ibride registrano, invece, un incremento del 48% circa, con 38.580 unità e il 2,1% di quota, di queste 1.452 sono plug-in/extended range, in aumento del 63% sulle vendite del 2015. Le vendite di auto puro elettrico sono calate nel 2016 del 5,3%. I volumi restano molto bassi, appena 1.375 unità: ogni 10.000 vetture vendute, solo 7,5 hanno motore elettrico. Nel 2016, la media delle emissioni di CO2 di tutte le nuove auto vendute in Italia risulta di 112,8 g/km.</p>
<p><em>Fonte: ACEA</em></p>
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		<title>NEWS &#124; Auto elettrica, fallimento italiano. La Corte dei conti: su 50 milioni disponibili, spesi solo 6286 euro</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 14:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centraline per la ricarica: i magistrati contabili denunciano il corto circuito amministrativo. Nel nostro Paese, ci sono 1700 impianti ma nati tutti per iniziativa privata e &#8220;al di fuori dai...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Centraline per la ricarica: i magistrati contabili denunciano il corto circuito amministrativo. Nel nostro Paese, ci sono 1700 impianti ma nati tutti per iniziativa privata e &#8220;al di fuori dai finanziamenti statali&#8221;. La raccomandazione: ora accelerate, serve molta trasparenza</strong></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>di ALDO FONTANAROSA (Fonte La Repubblica)</p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; L&#8217;auto elettrica è ferma ai box in Italia. Chi vuole comprarla &#8211; per risparmiare carburante, per inquinare meno &#8211; rinuncia perché ci sono poche centraline, pochi distributori in strada dove ricaricare. Colpa di una <strong>burocrazia inefficiente </strong>che non spende neanche i soldi pubblici disponibili. Dei 50 milioni stanziati in tre anni per le centraline, dal 2013 al 2015, finora lo Stato è riuscito a spenderne meno di 6300. Meno di 6300 euro. Con grande rabbia della Corte dei conti, che ora denuncia colpe vicine e lontane.</p>
<p>Queste sono le tappe della vicenda:<br />
<strong>-</strong> <strong>aprile 2009</strong>. Il Regolamento comunitario 443 vara un programma per &#8220;veicoli puliti ed efficienti&#8221; in Europa;<br />
<strong>-</strong> <strong>agosto 2012</strong>. La nostra legge 134 risponde alle richieste Ue e promette un Piano per le centraline di ricarica entro dicembre 2012:<br />
<strong>- luglio 2013</strong>. Un bando per progetti di rapida realizzazione ne seleziona 19 di Regioni e Province (4,54 milioni assegnati e mai erogati);<br />
<strong>-</strong> <strong>settembre 2014</strong>. Arriva il Piano italiano per le centraline (grazie a un Dpcm). La Corte dei conti sottolinea: &#8220;Ritardo di almeno 18 mesi&#8221;;<br />
<strong>-</strong> <strong>ottobre 2014</strong>. L&#8217;Ue insiste: per il 2020 i Paesi permettano alle elettriche di circolare in aree urbane, suburbane e densamente popolate;<br />
<strong>- aprile 2016</strong>. Il Piano italiano è riscritto. Ora precisa quante centraline, di che tipo (&#8220;a ricarica veloce o lenta&#8221;) e dove vanno messe.</p>
<p>I soldi, in tutto questo, ci sono. La Corte dei conti calcola che il bilancio dello Stato ha stanziato 20 milioni nel 2013, 15 milioni nel 2014 e  15 milioni nel 2015. Ma questi finanziamenti nessuno li ha usati. I 4,54 milioni destinati ai 19 progetti del bando &#8220;al momento non risultano erogati&#8221; (come già detto). Solo nel maggio 2016 &#8211; aggiunge la Corte dei conti &#8211; &#8220;hanno avuto corso le convenzioni con le Regioni che in alcuni casi <strong>non sono ancora stipulate</strong>&#8220;. E alla fine l&#8217;unica somma impiegata per davvero è pari a 6286,28 euro. Una cifra modesta versata al Poligrafico dello Stato per la pubblicazione di questo famoso bando.</p>
<section id="inline_155307542" class="inline-photo"><!-- INIZIO FOTO --> <img src="https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/01/02/225249998-a4d7c5bb-daf9-46a7-bf05-c10f14d386e8.jpg" alt="Auto elettrica, fallimento italiano. La Corte dei conti: su 50 milioni disponibili, spesi solo 6286 euro" width="558" height="335" /><!-- FINE FOTO --></p>
<p class="description">Il documento della Corte: pagati solo 6286,28 euro</p>
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</div>
</section>
<p>- in Italia ci sono 1700 punti di ricarica, ma nati tutti per iniziativa dei privati (record a Firenze, 250, Roma 200, Milano 120);<br />
- il Piano ministeriale prometteva (per il 2016) &#8220;150 stazioni in autostrada; 150 stradali; 150 tra porti, aeroporti e parcheggi&#8221;, al momento non realizzate.</p>
<p>Un Piano per le centraline presentato in ritardo, nel 2014, e comunque <strong>sbagliato</strong> nell&#8217;impostazione. Quindi riscritto nel 2016, ma ancora inattuato. Il ministero dei Trasporti tenta una difesa. Spiega di essere finito in un labirinto. Prima ha dovuto confrontarsi con una serie infinita di attori come Regioni ed enti locali. Quindi ha chiesto pareri ad aziende come Enel e A2A, all&#8217;Autorità per l&#8217;Energia, all&#8217;Enea oltre che alla Federazione imprese elettrotecniche (che unisce i produttori delle centraline). Sulla bozza del Piano ha cercato un&#8217;intesa nella Conferenza Unificata. Il testo definitivo è finito al Cipe, per il timbro di rito. Infine c&#8217;è voluto un passaggio in Consiglio dei ministri.</p>
<p>Questo iter infinito avrebbe prodotto, se può consolare, un testo in linea con le norme europee che chiedono &#8220;<strong>prezzi comparabili</strong> e non discriminatori&#8221; (per gli automobilisti); e garanzie per tutti i rivenditori di energia perché non siano esclusi da questa rete di distribuzione. Il ministero sottolinea anche che molte regioni &#8211; grazie al suo impulso &#8211; hanno varato un loro Piano di Mobilità elettrica (Umbria, Lombardia, Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, tra le prime).</p>
<section id="inline_155307543" class="inline-photo"><!-- INIZIO FOTO --> <img src="https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2017/01/02/225506237-69cfb9e8-6b3f-4452-9303-1a4a99d31f2e.jpg" alt="Auto elettrica, fallimento italiano. La Corte dei conti: su 50 milioni disponibili, spesi solo 6286 euro" width="558" height="335" /><!-- FINE FOTO --></p>
<p class="description">Una centralina di ricarica dell&#8217;Enel</p>
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<p>Adesso &#8211; dopo la sua severa analisi &#8211; la Corte dei conti <strong>raccomanda</strong> al ministero dei Trasporti di &#8220;accelerare al massimo&#8221;; di puntare sulle centraline di tipo &#8220;fast&#8221; che permettono di ricaricare in trenta minuti; di monitorare &#8220;l&#8217;avanzamento dei progetti appena avviati e di dare impulso all&#8217;impiego delle risorse stanziate nel Bilancio dello Stato ma non ancora concretamente utilizzate&#8221;.</p>
<p>Serve, infine, <strong>trasparenza</strong>: &#8220;Il ministero renda funzionante al più presto la Piattaforma informativa nazionale&#8221;, che progettava di sistemare dentro il Portale dell&#8217;Automobilista. E&#8217; uno &#8220;strumento indispensabile&#8221; per capire dove si sta operando e in che modo.</p>
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