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	<title>Autofficine Carrozzerie &#187; Normative</title>
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		<title>NEWS &#8211; NORMATIVA &#124; Caos targhe prova: c’è la proposta di legge</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 18:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
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		<description><![CDATA[La deputata veneziana Ketty Fogliani, componente della Commissione Trasporti della Camera, ha commentato la proposta di legge per regolamentare l’utilizzo della targa di prova per i veicoli già immatricolati e...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400; color: #333333;">La deputata veneziana </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">Ketty Fogliani</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">, componente della Commissione Trasporti della Camera, ha commentato la </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">proposta di legge</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> per regolamentare l’utilizzo della </span><strong style="font-weight: bold; color: #333333;">targa di prova</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> per i veicoli già immatricolati e porre fine a ogni dubbio.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><img class="alignnone size-medium wp-image-672 alignleft" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2014/06/News-300x219.jpg" alt="News" width="300" height="219" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Come si legge sull’Atto Parlamentare, infatti, </span><em style="font-weight: 400; font-style: italic; color: #333333;">“la presente proposta di legge nasce dall’esigenza di chiarire una volta per tutte quanto previsto dalla normativa vigente in materia di circolazione di prova”.</em><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> Riportiamo qui di seguito la nota ufficiale diffusa dall’ufficio stampa della Lega con il commento della deputata: </span><em style="font-weight: 400; font-style: italic; color: #333333;">&#8220;È iniziato oggi in Commissione Trasporti alla Camera, l’iter legislativo della proposta di legge da me presentata al fine di regolamentare l&#8217;uso della targa di prova per i veicoli già immatricolati e porre fine a dubbi e discussioni soprattutto da parte degli operatori del settore (come riparatori, carrozzieri, concessionari). La Pdl è stata proposta affinché il Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti apporti due modifiche al regolamento di semplificazione del procedimento di autorizzazione alla circolazione di prova dei veicoli: la prima riguarda l’estensione a tutto il territorio nazionale della distanza percorribile, con targa di prova, dalle fabbriche costruttrici di veicoli a motore e di rimorchi (e i loro rappresentanti, concessionari); mentre la seconda modifica specifica che l’autorizzazione alla circolazione di prova è utilizzabile per lo spostamento di un solo veicolo anche già immatricolato, anche se privo di copertura assicurativa. Le targhe di prova sono soggette, infatti, ad una regolamentazione specifica che ne disciplina il rilascio e l’utilizzo, ed a una serie di obblighi assicurativi per il veicolo che le utilizza. Queste regolamentazioni hanno creato, però, non poca confusione tra gli addetti ai lavori. Le richieste principali contenute nella proposta di legge da me presentata e sottoscritta da tutto il gruppo della Lega alla Camera, intendono superare il caos creatosi tra concessionari, commercianti e meccanici”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SCARICA QUI IL DISEGNO DI LEGGE: <a href="https://www.carrozzeriaautorizzata.com/media/arts/leg.18.pdl_fogliani.pdf" target="_blank"><span style="color: rgb(255, 102, 0);"><strong>SCARICA QUI</strong></span></a></p>
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		<title>NEWS &#124; Omologazione veicoli: c’è il nuovo regolamento</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2018 14:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
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		<description><![CDATA[In un comunicato stampa diffuso oggi, 5 novembre 2018, da ADIRA (Associazione Italiana dei Distributori Indipendenti di Ricambi per Autoveicoli), si legge che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il nuovo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400; color: #333333;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2018/11/Congresso-Europa.jpg"><img class="alignleft wp-image-837 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2018/11/Congresso-Europa.jpg" alt="Congresso Europa" width="250" height="134" /></a>In un comunicato stampa diffuso oggi, 5 novembre 2018, da </span><span style="font-weight: 400; color: #333333; text-decoration: underline;"><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.adira.it/">ADIRA</a></span><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> (Associazione Italiana dei Distributori Indipendenti di Ricambi per Autoveicoli), si legge che è stato pubblicato sulla </span><strong style="color: #333333;">Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il nuovo regolamento di omologazione dei veicoli</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> (entrato in vigore lo scorso 4 luglio e applicato a partire dall’1 settembre 2020).</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">La nuova normativa riguarda l’approvazione e la sorveglianza del mercato dei veicoli a motore e dei rimorchi, nonché dei sistemi, componenti e unità tecniche separate. Secondo il relatore inglese </span><strong style="color: #333333;">Daniel Dalton</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">, questa legislazione rappresenta una forte risposta a livello europeo allo scandalo del Dieselgate e renderà le auto più sicure e pulite.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">Il regolamento rivisto contiene anche alcuni </span><strong style="color: #333333;">chiarimenti relativi alla riparazione e alla manutenzione dei veicoli</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> (RMI) come, ad esempio, la continua possibilità di comunicare con i dati tecnici del veicolo attraverso il connettore diagnostico di bordo standardizzato, quando il veicolo è fermo e in movimento.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">Inoltre, in futuro, sarà possibile ottenere informazioni sull&#8217;identificazione dei pezzi di ricambio in una forma elaborabile elettronicamente. Nelle definizioni RMI, inoltre, sono state incluse anche le informazioni necessarie per la preparazione dei veicoli per il controllo tecnico, dal momento che molti consumatori portano i loro veicoli in officina per la preparazione prima di sottoporre il veicolo alla revisione.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">Lo stesso Dalton ha dichiarato: </span><em style="font-weight: 400; color: #333333;">“Oggi, i consumatori si affidano sempre più ad un aftermarket indipendente e competitivo per ottenere interventi di riparazione di buona qualità. Sono felice di aver ottenuto un migliore accesso alle informazioni dei produttori per i riparatori indipendenti. Ciò rende il mercato più forte e competitivo, a vantaggio dei consumatori”</em><span style="font-weight: 400; color: #333333;">.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">ADIRA, in quanto rappresentate degli interessi di categoria, si impegna a fornire in futuro maggiori dettagli su questa importante normativa.</span></p>
<p>Fonte: notiziariomotoristico.it</p>
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		<title>NORMATIVE &#124; 5 anni di proroga: sui meccatronici il Governo esagera?</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 23:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è quello che pensa CNA. La normativa 224/2012, infatti, fissava al 5 gennaio 2018 il termine massimo per l’adeguamento alle nuove normative. Ora la legge di bilancio 2018 proroga...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h2 class="article-summary" style="font-weight: 400; font-style: italic; color: #333333;"><span style="color: #ff6600;"><em><strong>Questo è quello che pensa CNA. La normativa 224/2012, infatti, fissava al 5 gennaio 2018 il termine massimo per l’adeguamento alle nuove normative. Ora la legge di bilancio 2018 proroga di altri 5 anni questo termine, rinviato al 5 gennaio 2023, scatenando una scia di polemiche.</strong></em></span></h2>
</blockquote>
<p><span style="font-weight: 400; color: #333333;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2018/01/Meccatronico-Proroga.jpg"><img class="alignleft wp-image-776 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2018/01/Meccatronico-Proroga.jpg" alt="Meccatronico Proroga" width="250" height="188" /></a>L’Italia delle proroghe non si è smentita nemmeno questa volta, deludendo e scandalizzando chi si era messo in moto per ottenere un rinvio al termine, inizialmente fissato per il 5 gennaio 2018, entro il quale gli autoriparatori avrebbero dovuto adeguarsi per </span><strong style="color: #333333;">ottenere l’abilitazione a svolgere l’attività di meccatronico</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">Il riferimento è alla Legge di bilancio 2018 appena varata che, tra le tante novità, contiene anche una </span><strong style="color: #333333;">proroga quinquennale</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> per consentire alle attività di autoriparazione di adeguarsi alla </span><strong style="color: #333333;">già prorogata normativa 224/2012</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">, che (</span><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="http://www.notiziariomotoristico.com/approfondimenti/8455/da-meccanico-a-tecnico-meccatronico-i-percorsi-formativi-obbligatori-entro-gennaio-2018"><span style="text-decoration: underline;">come avevamo già illustrato a suo tempo</span></a><span style="font-weight: 400; color: #333333;">) definiva i requisiti tecnico-professionali necessari per lo svolgimento della professione, fissando in cinque anni – scaduti il 5 gennaio 2018 – il termine massimo per l’adeguamento alle normative.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/legge_11_dicembre_2012_n_224.pdf">&gt;&gt; Per saperne di più sulla legge 224/2012 - </a><span style="font-weight: 400; color: #333333;">Modifica all&#8217;articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122, concernente la disciplina dell&#8217;attività di autoriparazione.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">È sicuramente sconcertato </span><strong style="color: #333333;">Franco Mingozzi</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">, </span><strong style="color: #333333;">presidente dell&#8217;Unione CNA &#8211; Servizi alla comunità</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;">, che rappresenta migliaia di attività del comparto autoriparazione. “</span><em style="font-weight: 400; color: #333333;">Avevamo chiesto un anno di proroga per consentire ad alcune regioni inadempienti di istituire i corsi necessari volti al conseguimento dell’abilitazione per lo svolgimento dell’attività di meccatronico. Un anno ci sembrava un tempo sufficiente perché tutti potessero adeguarsi alla normativa. 5 anni, invece, è un tempo lunghissimo e lo ritengo un errore del legislatore. Mi sono confrontato anche con le altre associazioni e condividiamo la stessa opinione. Stiamo infatti parlando di sicurezza stradale e questa nuova proroga può far degenerare l’intero sistema</em><span style="font-weight: 400; color: #333333;">”.</span><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><br style="font-weight: 400; color: #333333;" /><span style="font-weight: 400; color: #333333;">Come ci ha fatto notare il presidente di CNA Autoriparatori, si sono scatenate </span><strong style="color: #333333;">una serie di polemiche</strong><span style="font-weight: 400; color: #333333;"> dopo questa proroga, soprattutto da parte di quegli autoriparatori che si erano mossi in tempo, aggiornandosi e ottenendo l’abilitazione. Mentre altre attività hanno ora cinque anni per adeguarsi a quanto stabilito da una legge datata 2012.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Notiziario Motoristico</p>
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		<title>NEWS &#124; Nuove polizze RCA false: come difendersi dai siti irregolari</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 21:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;IVASS segnala due siti internet non riconducibili a intermediari assicurativi iscritti nel registro. L’IVASS rende noto che è stata segnalata la commercializzazione di polizze r.c.auto contraffatte (per leggere il comunicato...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h2 class="article-summary" style="font-weight: normal; font-style: italic; color: #333333;"><strong><em>L&#8217;IVASS segnala due siti internet non riconducibili a intermediari assicurativi iscritti nel registro.</em></strong></h2>
</blockquote>
<p><span style="font-weight: normal; color: #333333;">L’IVASS rende noto che è stata segnalata la commercializzazione di polizze r.c.auto contraffatte (per leggere il comunicato ufficiale </span><span style="font-weight: normal; color: #333333; text-decoration: underline;"><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.ivass.it/media/comunicati/index.html">clicca qui</a></span><span style="font-weight: normal; color: #333333;">), anche aventi durata temporanea, su siti internet che non sono riconducibili ad alcun intermediario assicurativo iscritto nel Registro.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Pertanto l’attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso tali siti è irregolare. L’IVASS raccomanda sempre di adottare le opportune cautele nella sottoscrizione tramite internet di contratti assicurativi, soprattutto se di durata temporanea, verificando, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione sul sito </span><span style="font-weight: normal; color: #333333; text-decoration: underline;"><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.ivass.it/">www.ivass.it</a></span><span style="font-weight: normal; color: #333333;">: degli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia (elenchi generali ed elenco specifico per la r. c. auto); dell’elenco degli avvisi relativi ai casi di contraffazione o società non autorizzate ed ai siti internet non conformi alla disciplina sull&#8217;intermediazione; del Registro unico degli intermediari assicurativi e dell’Elenco degli intermediari dell’Unione Europea.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/09/Rc-auto-Bolli.jpg"><img class="alignleft wp-image-726 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/09/Rc-auto-Bolli.jpg" alt="Rc-auto Bolli" width="250" height="157" /></a>In ogni caso, l’Istituto richiama l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che i siti internet o i profili Facebook (o di altri social network) degli intermediari che esercitano l’attività di intermediazione tramite internet devono sempre indicare:</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><strong style="color: #333333;">a) </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">i dati identificativi dell’intermediario;</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><strong style="color: #333333;">b) </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica; il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Per gli intermediari dello Spazio Economico Europeo (SEE) abilitatati ad operare in Italia il sito internet deve riportare, oltre ai dati identificativi ed ai recapiti sopra indicati, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine. I siti o i profili Facebook (o di altri social network) che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><strong style="color: #333333;">I consumatori possono chiedere chiarimenti ed informazioni al Contact Center dell’IVASS al numero verde 800-486661 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14.30.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Carrozzeria Autorizzata</p>
]]></content:encoded>
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		<title>NEWS &#124; Omologazioni: il nuovo quadro normativo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 22:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>
		<category><![CDATA[Adira]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>

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		<description><![CDATA[A fronte della proposta di regolamento presentata dalla Commissione Europea a gennaio dello scorso anno per l’omologazione dei veicoli e dei loro componenti, FIGIEFA (l’associazione europea che rappresenta distributori e...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A fronte della proposta di regolamento presentata dalla Commissione Europea a gennaio dello scorso anno per l’omologazione dei veicoli e dei loro componenti, <a href="https://www.figiefa.eu/" target="_blank">FIGIEFA</a> (l’associazione europea che rappresenta distributori e ricambisti dell’IAM), insieme alla rappresentante italiana <a href="http://www.adira.it/" target="_blank">ADIRA</a>, ha segnalato alle istituzioni la criticità di alcuni passaggi della normativa.<br />
<strong>Vediamo di cosa si tratta.</strong><br />
<a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/07/Marchio-Adira.jpg"><img class="alignleft wp-image-711 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/07/Marchio-Adira.jpg" alt="Marchio Adira" width="250" height="118" /></a>Innanzitutto facciamo un passo indietro per capire meglio quali sono le premesse.<br />
Il quadro giuridico in Europa per l’omologazione dei veicoli a motore destinati al trasporto di passeggeri (cat. M) e di merci (cat. N) e i loro sistemi e componenti è rappresentato dalla<strong> Direttiva 2007/46/CE</strong>.<br />
Dopo una serie di studi e valutazioni di verifica relativi all’idoneità ed efficacia della Direttiva, effettuati da parte della Commissione fra il 2010 e il 2013, con un documento di lavoro nel novembre del 2013, veniva evidenziata la priorità di una revisione della suddetta Direttiva.<br />
Sulla scia del caso <strong>“Dieselgate in USA”</strong> nell’ottobre 2015, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione sulle <strong>emissioni nel settore automobilistico</strong>, invitando la Commissione a rafforzare il regime di omologazione e aumentare il controllo della UE per quanto riguarda la vigilanza del mercato.<br />
Nel gennaio del 2016 la Commissione ha presentato la proposta di Regolamento per un nuovo “Quadro normativo relativo alla omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli” ed è quindi iniziato l’iter di analisi e discussione fra le istituzioni europee e tutte le associazioni rappresentative delle categorie interessate al problema.<br />
FIGIEFA e le associazioni nazionali, ADIRA fra queste, in rappresentanza del settore IAM, dopo attenta valutazione della proposta della Commissione, hanno identificato alcune a<strong>ree critiche per gli operatori dell’aftermarket</strong>, peraltro già identificate dalla società RICARDO-AEA nell’indagine condotta per conto della Commissione stessa. A fronte di questa analisi, <strong>l’associazione ha presentato delle proposte concrete di modifica su molteplici argomenti</strong>, fra i quali segnaliamo:<br />
1. Miglioramento della definizione e della disponibilità delle informazioni tecniche per la riparazione e manutenzione dei veicoli;<br />
2. Mantenimento del connettore standardizzato OBD per tutte le categorie di veicoli (ibridi ed elettrici inclusi);<br />
3. Aggiornamenti più veloci compatibili con gli standard attuali e che includano i più recenti protocolli che stanno per essere usati per diagnostica e riprogrammazione;<br />
4. Accesso alle informazioni di identificazione inequivocabile delle parti di ricambio;<br />
5. La reale ed inequivocabile identificazione del veicolo come base per le RMI;<br />
6. Introduzione nel nuovo Regolamento della flessibilità necessaria in modo che la Commissione abbia il potere di adattare la legislazione al progresso tecnologico (Telematica).<br />
Il testo della proposta, dopo i vari passaggi nelle Commissione preposte, è ora all’esame del Consiglio e del Parlamento Europeo per la votazione definitiva, che si prevede per la fine del corrente anno.<br />
Nel frattempo, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa importante questione, FIGIEFA ha deciso di lanciare una campagna di informazione su tutti i paesi europei.</p>
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		<title>REVISIONI &#124; Firmato il decreto ministeriale: arriva il Certificato</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jun 2017 12:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rispetto alle anticipazioni trapelate alcune settimane fa, dal decreto ministeriale sulle revisioni che recepisce la direttiva europea 2014/45, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, il 19 maggio scorso,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400; color: #333333;">Rispetto alle <b style="font-weight: bold;"><a style="color: #333333;" href="http://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2017/05/10/revisioni_tutte_le_novita_del_decreto_ministeriale.html">anticipazioni trapelate</a></b> alcune settimane fa, dal decreto ministeriale sulle revisioni che recepisce la direttiva europea 2014/45, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, il 19 maggio scorso, è rimasta fuori solamente la norma sui 160 mila chilometri. Come ora, dunque, il primo controllo tecnico andrà fatto dopo quattro anni dall’immatricolazione dell’auto (entro il mese di immatricolazione), indipendentemente dai chilometri percorsi. E quelli successivi, come adesso, dovranno essere effettuati ogni due anni, entro il mese in cui è stata sostenuta la revisione precedente, indipendentemente dai chilometri percorsi.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333; text-align: left;"><b style="font-weight: bold;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2015/12/Linea-revisioni-auto.jpg"><img class="alignleft wp-image-524 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2015/12/Linea-revisioni-auto.jpg" alt="Linea revisioni auto" width="250" height="188" /></a>Arriva il certificato di revisione. </b>Il decreto per ora è stato pubblicato solo sul sito del ministero delle Infrastrutture; andrà in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni. E diventerà pienamente operativo solo tra un anno. La novità più importante per gli automobilisti sarà il certificato di revisione, rilasciato in copia cartacea alla persona che porterà l’auto al controllo tecnico. Il documento conterrà i seguenti dati:</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">- numero di telaio;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">- targa di immatricolazione;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">- luogo e data del controllo;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">- lettura del contachilometri al momento del controllo;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">- categoria del veicolo;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">- carenze individuate e livello di gravità;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">- risultato del controllo tecnico;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">-  data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato attuale;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;">-  nome del centro revisioni che ha effettuato il controllo e firma o dati identificativi dell&#8217;ispettore responsabile.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;"><b style="font-weight: bold;">Chilometri indicati sul certificato di revisione. </b>Come accennato, sul certificato di revisione dovrà essere indicata la percorrenza del veicolo rilevata dall’operatore. L’obbligo di rilevare questo dato e trasmetterlo alla Motorizzazione civile, peraltro, fu introdotto con una circolare firmata dal direttore generale Maurizio Vitelli già nel 2010. Ma se fino a poco tempo fa il dato eventualmente inserito dall’operatore era noto esclusivamente alla Motorizzazione (solo dall’aprile scorso è stato <b style="font-weight: bold;"><a style="color: #333333;" href="http://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2017/04/05/un_nuovo_servizio_contro_le_truffe_ecco_quanti_chilometri_hanno_le_auto.html">reso pubblico sul Portale dell’automobilista</a></b>), con le nuove disposizioni dovrà essere immediatamente portato a conoscenza anche del proprietario dell’auto.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;"><b style="font-weight: bold;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2014/12/linea-revisione.jpg"><img class="alignleft wp-image-382 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2014/12/linea-revisione.jpg" alt="linea revisione" width="250" height="188" /></a>Vietato manomettere il contachilometri. </b>L’altra novità, riguarda la manomissione del contachilometri. Fino a oggi chiunque lo alteri non rischia nulla. Si configura il reato di truffa solamente quando si vende il veicolo schilometrato a un’altra persona, fisica o giuridica, ignara di ciò che è stato fatto. Il decreto, invece, afferma che “la manomissione del contachilometri è punibile ai sensi del Codice della strada”. In assenza di una violazione specifica, però, la norma non può che riferirsi all’articolo 79 (&#8220;Veicolo con caratteristiche o dispositivi alterati o non funzionanti&#8221;), violazione che prevede una sanzione di appena 85 euro. Resta da capire come possa l&#8217;operatore, in assenza di evidenza, accorgersi della manomissione&#8230;</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;"><b style="font-weight: bold;">Tariffa invariata. Per ora. </b>Come già anticipato, nulla cambia <a style="color: #333333;" href="http://www.quattroruote.it/blog/autodifesa/2017/04/1_1_miliardi_in_revi.html?m=0" target="_blank"><b style="font-weight: bold;">sul fronte delle tariffe</b></a>, fissate dieci anni fa: 45 euro se l’operazione viene effettuata (su prenotazione) nelle sedi provinciali della Motorizzazione civile, 66,88 euro se, invece, viene effettuata in uno dei circa 8.500 centri privati convenzionati.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;"><b style="font-weight: bold;">Cosa accade se non si supera il controllo. </b>In caso di esito sfavorevole della revisione, possono presentarsi due situazioni: il veicolo può continuare a circolare per un mese, in deroga alla scadenza, per dare tempo al proprietario di ripristinarne l’efficienza (cosa che deve risultare da apposita documentazione). In questo caso sulla carta di circolazione sarà apposta la dicitura “Revisione ripetere – Da ripresentare a visita entro un mese”. Nel caso in cui, invece, emergano anomalie o difetti tali da compromettere la sicurezza della circolazione, sulla carta di circolazione sarà apposta la dicitura “Revisione ripetere – veicolo sospeso dalla circolazione fino a nuova visita con esito favorevole. Può circolare (nel corso della stessa giornata, ndr) solo per essere condotto in officina”.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;"><b style="font-weight: bold;">Data di scadenza sulla carta di circolazione. </b>Una piccola novità è costituita dalla cosiddetta “fustella” con l’esito del controllo che è applicata sulla carta di circolazione dal centro revisioni. Finora su di essa era riportata la data in cui era stato effettuato il controllo. D’ora in poi, invece, per aiutare il proprietario del veicolo sarà indicata la data entro la quale dovrà essere effettuata la revisione successiva (ricordiamo che il proprietario è avvertito della scadenza solo se è registrato al Portale dell’automobilista).</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;"><b style="font-weight: bold;">Arrivano gli ispettori. </b>Un’altra novità, che però non riguarda direttamente gli automobilisti, è l’istituzione del responsabile tecnico della revisione. Il cosiddetto “ispettore” dovrà soddisfare alcuni requisiti minimi di competenza e formazione previsti da un apposito allegato al decreto ministeriale e non dovrà trovarsi in conflitto d’interesse. Insomma, non dovrà essere il titolare del centro revisione, ma non dovrà necessariamente essere un soggetto terzo. La norma parla semplicemente di “elevato livello di imparzialità e obiettività” rimandando il tutto a un “provvedimento dell’autorità competente”.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;"><b style="font-weight: bold;">Nasce l’organismo di supervisione. </b>Un’altra novità riguarda il cosiddetto “organismo di supervisione”, il soggetto a cui sarà demandato, a partire dal 2023, la supervisione sui centri revisione, cioè la verifica del rispetto dei requisiti dei locali, delle attrezzature, della formazione degli ispettori, dell’esito delle revisioni eccetera. Un soggetto che, in teoria, potrebbe non necessariamente coincidere con il ministero delle Infrastrutture.</p>
<p style="font-weight: 400; color: #333333;"><b style="font-weight: bold;">Si parte il 20 maggio 2018. </b>Come detto, tutto ciò non è ancora operativo. Le novità sopra descritte, infatti, si applicheranno a partire dal 20 maggio 2018 (dal 2023 quella sull’organismo di supervisione). Insomma, c’è un anno di tempo per adeguare il software del Centro elaborazione dati della Motorizzazione civile (e dei centri revisione) e per emanare le necessarie disposizioni attuative.</p>
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		<title>NEWS &#124; MCTCNet2: cosa controllano i controllori?</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 18:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati più di due anni da quando MCTCNet2 è divenuto obbligatorio ma non è chiaro cosa venga controllato. Era il 1° gennaio 2015 e, in quel giorno, eravamo tutti...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h2 class="article-summary"><strong>Sono passati più di due anni da quando MCTCNet2 è divenuto obbligatorio ma non è chiaro cosa venga controllato.</strong></h2>
</blockquote>
<p>Era il 1° gennaio 2015 e, in quel giorno, eravamo tutti convinti che fosse finalmente finita l’epoca dei furbi e dei disonesti e che stesse per iniziare l’era dei centri di revisione professionali.<br />
La videocamera di riconoscimento targhe, abbinata a un protocollo informatico “che tutto il mondo ci invidia”, avrebbe fatto diventare un lontano ricordo le revisioni fatte solo col libretto.<br />
<strong>Due anni e tre mesi dopo è lecito chiedersi</strong>: <em>“Ma dopo tutto questo tempo, MCTCNet2 ha prodotto dei risultati o siamo ancora fermi alle buone intenzioni?”</em>.<br />
A sentire molti operatori, non è che le cose siano cambiate di molto, perché di furbi che del protocollo se ne “fregano bellamente” ce ne sono ancora molti.<br />
Basta andare sui gruppi Facebook di Responsabili Tecnici e leggere i loro post: <strong>ogni settimana c’è chi scrive del tal centro vicino che ha passato un veicolo che lui, invece, aveva respinto e chiede come poterlo segnalare alla Motorizzazione locale.</strong><br />
La risposta dei colleghi è sempre di questo tenore: “Perdi solo tempo, tanto non esce nessuno a verificare e anzi, rischi solo di avere tu dei fastidi. Io l’ho fatto una volta e sono venuti a controllare me”.<br />
Al che, il tapino, di solito chiede: “E MCTCNet2? E la videocamera? Ma a Roma non le vedono le foto e i dati?”<br />
Evidentemente no, o meglio, magari le vedono, ma poi non intervengono.<br />
Sono ancora freschi nella memoria i Power Point della Direzione Generale di MCTC con dati, foto, tabelle zeppe di irregolarità riscontrate e accertate, mostrati con giusto orgoglio durante i convegni su MCTCnet2 a riprova che il protocollo funziona.<br />
Però nessuno ricorda quali provvedimenti sono stati poi adottati.<br />
Il motivo è semplice: nessuno ne ha mai parlato.</p>
<p><strong>I furbi e i disonesti stanno di nuovo alzando la testa</strong><br />
Ovvio allora che furbi e disonesti, dopo un periodo di studio della situazione, hanno ricominciato a frodare, più agguerriti che mai. Alcuni non hanno mai smesso di truffare.<br />
C’è da recuperare il tempo perduto e, pur di fatturare, non si va troppo per il sottile; soprattutto se è chiaro che i controlli sono solo virtuali.<br />
Il mercato è in fase recessiva e questo significa meno revisioni e meno revisioni significa un potenziale aumento di atti illeciti.<br />
<a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/03/Foto-linea-revisione-furbizie.jpg"><img class="aligncenter wp-image-666 size-full" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/03/Foto-linea-revisione-furbizie.jpg" alt="Foto linea revisione furbizie" width="534" height="259" /></a></p>
<p>Che, di fatto, stanno aumentando: si va dal semplice sconto sulla tariffa ministeriale, all’esito positivo di veicoli con gravi anomalie e, addirittura, di veicoli non marcianti.<br />
Se lo sconto non compare ovviamente nei file trasmessi a Roma, le foto di mezzi con evidenti anomalie sono invece parte integrante e fondamentale del referto informatizzato.<br />
Ma allora, c’è qualcuno che quelle foto le vede? Che analizza i dati? Anche con criteri casuali?<br />
E se sì, perché non interviene?<br />
Per fortuna, c’è almeno la Polizia di Stato che sta operando con successo.<br />
È cronaca recente di un centro di Albenga posto sotto sequestro per avere falsificato gli esiti di almeno 130 veicoli.<br />
Il filmato della Polizia Stradale di Savona è impressionante (questo è il link del video integrale: <a href="http://www.poliziadistato.tv/c_o7S1ZlgIWR" target="_blank">http://www.poliziadistato.tv/c_o7S1ZlgIWR</a>): in una sequenza si vede un Ape spinto a mano sulla linea e, durante la prova sui rulli, due meccanici si siedono sulla sponda posteriore per fare peso (foto 1).<br />
In un&#8217;altra sequenza viene revisionato uno scooter: qui il trucco (“geniale”) è una tanica d’acqua messa sul pedale che misura lo sforzo in frenata (foto 2).<br />
Notare il signore in basso: è il cliente in attesa, ennesima prova che se c’è un’offerta disonesta è perché c’è una domanda disonesta.<br />
In entrambe le foto si vede la videocamera posta dietro al mezzo come prevede il protocollo.<br />
Significa che le foto vengono fatte e spedite a Roma!<br />
Ma se queste frodi sono state scoperte dalla Polizia di Savona, significa anche che in MCTC nessuno ha mai visto la foto dei due tizi seduti sul cassone del motocarro.<br />
E se la ha viste, cosa ha pensato? Che si stavano facendo un selfie?<br />
Mentre scriviamo queste righe, ci arriva la notizia che a Lodi la Polizia ha sequestrato un altro centro per false revisioni e ha avvisato Motorizzazione: 110 veicoli da richiamare, questa volta.<br />
Davvero: cosa controllano i controllori?</p>
<p><em>L’articolo sui controlli di MCTCNet2 è disponibile su </em><a href="http://www.osservatoriorevisioneveicoli.com/" target="_blank">www.osservatoriorevisioneveicoli.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte: Notiziario Motoristico</em></p>
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		<title>NEWS &#124; Continua la contesa europea per l&#8217;accesso ai dati del veicolo</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 00:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Normative]]></category>
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		<description><![CDATA[Accesso ai dati OBD Il tema dell’accesso ai dati del veicolo continua a essere al centro di una contesa europea. Da un parte ACEA con CLEPA spingono sul progetto “Extended...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="clearfix" style="font-weight: normal; color: #000000;">
<blockquote><p><span class="categoria_articolo" style="font-weight: bold; color: #999999;">Accesso ai dati OBD</span></p>
<div class="lancio_articolo" style="font-weight: bold; text-align: justify;"><em>Il tema dell’accesso ai dati del veicolo continua a essere al centro di una contesa europea. Da un parte ACEA con CLEPA spingono sul progetto “Extended Vehicle”, dall’altra gli indipendenti temono che questa soluzione sia il preludio di un monopolio dei costruttori nell’aftermarket. EGEA si è quindi messa alla testa di una coalizione di associazioni europee impegnate nel difendere la libera concorrenza</em></div>
</blockquote>
<p class="firma" style="font-style: italic; color: #162d83;"><strong><em>Fonte: autopromotec</em></strong></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; color: #000000;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/02/Diagnosi-tablet.jpg"><img class="size-medium wp-image-655 alignleft" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/02/Diagnosi-tablet-300x200.jpg" alt="Diagnosi tablet" width="300" height="200" /></a>Nel corso di una conferenza organizzata il 1 dicembre 2016 da ACEA (Associazione Europea dei Costruttori di Automobili) e CLEPA (Associazione dei fornitori di parti di primo livello), presenti alcuni membri della UE, ACEA ha presentato la proposta del cosiddetto “Extended Vehicle” o “Veicolo Esteso”. La proposta, sottoscritta in Germania con importanti produttori di componenti, prevede di incanalare tutte le comunicazioni e i dati attraverso server di proprietà del costruttore del veicolo a garanzia di aggiornabilità, accessibilità, sicurezza dei dati e tutela della privacy; la conseguenza di una tale soluzione potrebbe però essere il rischio di limitare, se non chiudere, qualsiasi linea di collegamento diretto al veicolo, quale l’interfaccia OBD.</span><br style="font-weight: normal; color: #000000;" /><span style="font-weight: normal; color: #000000;">La posizione di ACEA trova inevitabilmente un coro di oppositori, rappresentanti per lo più tutti gli operatori del settore indipendente tra cui i ricambisti, le autofficine, gli assicuratori e, non ultima, EGEA (Associazione Europea delle Apparecchiature per Autofficina) tutti reclamanti la possibilità di accedere liberamente ai dati per offrire in maniera concorrenziale i propri servizi a vantaggio degli utenti. Nella proposta di ACEA si intravede, secondo EGEA e gli altri, il rischio di un possibile monopolio dei costruttori di auto nel mercato. ACEA sottolinea la necessità di tutela della privacy, ma le stesse ragioni della sua proposta possono facilmente indicare altre soluzioni altrettanto se non più efficaci, ma non sotto il controllo dei costruttori. Un esempio è la piattaforma interoperabile standardizzata, promossa da AFCAR e anch’essa allo studio della Commissione Europea.</span><br style="font-weight: normal; color: #000000;" /><span style="font-weight: normal; color: #000000;">La situazione a questo punto è preoccupante: per fronteggiare il pericolo che incombe su tutto il settore, EGEA ha prontamente stretto una coalizione di associazioni della quale fanno parte ADPA (Associazione dei Pubblicisti di Dati), CECRA (Consiglio Europeo del Commercio e Riparazione), FIA (Federazione internazionale dell&#8217;automobile), FIGIEFA (Distributori indipendenti dell’Automotive Aftermarket), Insurance Europe (Federazione europea assicurazione e riassicurazione) e Leaseurope (Federazione europea delle Associazioni Compagnie di Leasing). L’alleanza sposa ovviamente la soluzione AFCAR della piattaforma interoperabile e standardizzata della quale è dimostrata la praticabilità e la funzionalità, e si prepara ad affrontare una battaglia che sarà sicuramente difficile.</span></p>
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		<title>NEWS &#124; Autoriparazione: è polemica sui corsi per meccatronico e gommista</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 17:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Slider]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa succede se un “meccatronico” vuole fare anche il gommista? La polemica è aperta… Il passaggio da meccanico o elettrauto a meccatronico, reso obbligatorio dalla normativa 224/2012 che ha modificato la precedente legge...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="article-summary" style="font-weight: normal; font-style: italic; color: #333333;"><strong><em>Cosa succede se un “meccatronico” vuole fare anche il gommista? La polemica è aperta…</em></strong>
</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Il passaggio da meccanico o elettrauto a </span><strong style="color: #333333;">meccatronico</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, reso obbligatorio dalla </span><strong style="color: #333333;">normativa 224/2012 </strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">che ha modificato la precedente legge che disciplinava l’attività di autoriparazione, non è indolore, ma soprattutto porta con sé una serie di difficoltà oggettive per gli imprenditori.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Questa è la provocazione lanciata da </span><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="http://www.confartigianato.it/come/categorie/autoriparazione/" target="_blank"><strong>Confartigianato </strong><strong>Autoriparazione</strong></a><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, che pure aveva sostenuto con favore l’ingresso di questa normativa, perché capace di “assecondare l’evoluzione tecnologica del mondo dei motori” (leggi la </span><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="http://www.confartigianato.it/2017/02/49856/">notizia sul sito di Confartigianato</a><span style="font-weight: normal; color: #333333;">).</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;"><a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2016/04/riscolpitura-pneumatici.jpg"><img class="size-full wp-image-558 alignleft" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2016/04/riscolpitura-pneumatici.jpg" alt="riscolpitura pneumatici" width="250" height="143" /></a>Cosa sta succedendo dunque? In pratica, lamentano i vertici di Confartigianato, se per diventare meccatronici occorre rispettare una serie di requisiti, tra i quali la frequenza di </span><strong style="color: #333333;">corsi di qualificazione</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">, la normativa non regolamenta chiaramente o meglio lascia una grossa lacuna proprio nella gestione di questi corsi.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">La situazione poi peggiora quando si va a parlare dell’</span><strong style="color: #333333;">attività di gommista</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">: la vecchia legge del 1992 sull’attività di autoriparazione, infatti, non ha mai istituito proprio questi corsi di qualificazione. Il risultato è che oggi le officine non hanno l’abilitazione per svolgere l’attività di gommista.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Per ottenerla, la legge impone al responsabile tecnico, che nelle aziende artigiane è quasi sempre il titolare o il socio (precisano in Confartigianato), di frequentare un corso regionale e svolgere almeno un anno di lavoro come dipendente qualificato di un’impresa del settore. Cosa che per, per un artigiano in attività, è di fatto impossibile.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Una situazione assurda e caotica, quindi, che </span><strong style="color: #333333;">Confartigianato Autoriparazione ha denunciato da tempo</strong><span style="font-weight: normal; color: #333333;">. E ora è tornata all’attacco. Nei giorni scorsi, il Presidente di Confartigianato Autoriparazione Meccatronici, Alessandro Angelone, ha inviato una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, al quale ha segnalato i problemi della categoria e sollecitato un intervento chiarificatore. In particolare, chiede, per gli imprenditori in attività, l’attivazione di corsi da considerare abilitanti, senza pretendere una successiva esperienza lavorativa da dipendente.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/legge_11_dicembre_2012_n_224.pdf" target="_blank">&gt;&gt; Per saperne di più sulla legge 224/2012 - </a><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Modifica all&#8217;articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122, concernente la disciplina dell&#8217;attività di autoriparazione.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/legge122_1992.pdf" target="_blank">&gt;&gt; Per saperne di più sulla legge 122/1992 - </a><span style="font-weight: normal; color: #333333;">Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell&#8217;attività di autoriparazione.</span><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><br style="font-weight: normal; color: #333333;" /><a style="font-weight: bold; color: #333333;" href="https://www.notiziariomotoristico.com/media/arts/accordo-stato-regioni-del-12-giugno-2014-standard-professionale-e-formativo-tecnico-meccatronico-autoriparazioni.pdf" target="_blank">&gt;&gt; Per saperne di più sull&#8217;Accordo Stato-Regioni del 12 giugno 2014</a></p>
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		<title>NEWS &#124; Arrivano le auto a idrogeno in officina? Via libera alla circolazione</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 22:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decisivo passo in avanti per le automobili a idrogeno in Italia: entro il 31 Marzo nel nostro paese potranno circolare liberamente. Entro questa data, inoltre, sarà innalzato il limite massimo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="article-summary"><strong><em>Decisivo passo in avanti per le automobili a idrogeno in Italia: entro il 31 Marzo nel nostro paese potranno circolare liberamente. Entro questa data, inoltre, sarà innalzato il limite massimo della pressione per il rifornimento che passerà dai 350 bar attuali ai 700 bar.</em></strong></p>
</blockquote>
<p>Cari autoriparatori, ormai è ufficiale: in un prossimo futuro, non troppo lontano, <strong>in officina potrebbero arrivare sempre di più veicoli alimentati a idrogeno e di conseguenza maggiori interventi di manutenzione</strong>. Ne avevamo già parlato a ottobre dell’anno scorso quando Honeywell lanciò il nuovo compressore elettrico a due stadi per veicoli a idrogeno (per leggere la notizia <a href="http://www.notiziariomotoristico.com/news/8339/honeywell-punta-sullauto-a-idrogeno">clicca qui</a>). I veicoli a celle combustibili, infatti, sono già una realtà e, visti i numeri che circolano, non sono da sottovalutare: <strong>27.000 veicoli a idrogeno in Italia entro il 2025, 8 milioni e mezzo nel 2050</strong>, affiancati da 23.000 autobus riforniti da 5.000 stazioni di approvigionamento.<br />
Sono questi gli obiettivi, pubblicati l’anno scorso dall’ANSA, del piano nazionale per la mobilità a idrogeno, preparato su incarico del governo del comitato MH2IT, che raccoglie i principali operatori del settore.</p>
<p><strong>Via libera all’idrogeno…</strong><br />
Si legge sempre sull’ANSA, inoltre, che <strong>entro il 31 marzo potranno circolare anche in Italia le auto a idrogeno</strong>. Per questa data dovrà essere innalzato il limite massimo della pressione di rifornimento, oggi a 350 bar, portandolo a 700 bar, valore necessario per le vetture moderne.<br />
A prevederlo è il decreto legislativo che ha <strong>inserito l’idrogeno fra i combustibili alternativi del piano strategico nazionale</strong>. Il decreto 257 del 16 dicembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, recepisce una direttiva europea sulle infrastrutture per i combustibili alternativi.<br />
<strong>La nuova norma impone anche all’Italia di una rete adeguata di stazioni di rifornimento entro il 2025.</strong> Al momento la normativa vigente, il decreto del Ministero dell’Interno n.213 del 31 agosto 2006, impedisce di fatto al libera circolazione delle vetture alimentate a idrogeno, in quanto prevede una pressione di rifornimento dei gas a 350 bar massimi, invece dei 700 necessari a una vettura moderna.<br />
Il governo già a settembre, e anche in risposta a numerose interrogazioni parlamentari, aveva manifestato la necessità di aggiornare questo decreto ministeriale. <strong>Oggi questa scadenza è stata fissata per la fine di marzo 2017.</strong></p>
<p><strong>Le case auto spingono sull’idrogeno</strong><br />
<a href="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/01/Auto-idrogeno.jpg"><img class="size-full wp-image-646 alignleft" src="http://www.autofficinecarrozzerie.it/wp-content/uploads/2017/01/Auto-idrogeno.jpg" alt="Auto idrogeno" width="250" height="134" /></a>Durante il World Economic Forum è stata annunciata la <strong>nascita dell&#8217;Hydrogen Council</strong>, un&#8217;alleanza strategica che vede impegnate 13 compagnie internazionali, in parte del settore energetico e petrolifero e in parte nomi dell&#8217;automotive.<br />
Così collaboreranno Air Liquide, Alstom, Anglo American, Engie, Shell, Linde Groupe e Total, con BMW, Hyundai, Daimler, Honda, Kawasaki e Toyota. <strong>Lo scopo del consorzio sarà di promuovere ogni azione utile allo sviluppo della tecnologia di propulsione a idrogeno e fuel cell.</strong><br />
Per le case costruttrici è difficile dire quale siano i motivi a portare verso questa decisione. Alcuni, come Toyota e Hyundai, hanno da anni progetti a lungo termine per l&#8217;idrogeno, anche se ultimamente sembrava scemato l&#8217;interesse, con gli sforzi indirizzati più verso la mobilità elettrica. Per altri invece, come BMW e Daimler, potrebbe trattarsi di un tentativo per restare vigili su tutti i fronti, per essere pronti non appena il mercato avrà decretato la tecnologia vincente (<em>fonte: www.dday.it</em>).</p>
<p><strong>Le immatricolazioni suddivise per alimentazione nel 2016</strong><br />
Secondo l&#8217;alimentazione nel 2016 le auto ad alimentazione alternativa diminuiscono del 12,1% (10% di quota). Le vetture a gas, dopo il calo tendenziale del 6,5% registrato nel 2015, nell’anno appena concluso perdono ancora il 21% del mercato e 3,6 punti di quota. Le vetture a gas sono il 78% di tutte le autovetture ad alimentazione alternativa immatricolate in Italia nel 2016. Le vetture ibride registrano, invece, un incremento del 48% circa, con 38.580 unità e il 2,1% di quota, di queste 1.452 sono plug-in/extended range, in aumento del 63% sulle vendite del 2015. Le vendite di auto puro elettrico sono calate nel 2016 del 5,3%. I volumi restano molto bassi, appena 1.375 unità: ogni 10.000 vetture vendute, solo 7,5 hanno motore elettrico. Nel 2016, la media delle emissioni di CO2 di tutte le nuove auto vendute in Italia risulta di 112,8 g/km.</p>
<p><em>Fonte: ACEA</em></p>
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